Ispirata dai fenomeni naturali, Myriam Boucher fonde l’organico e il sintetico nelle sue affascinanti installazioni di videomusica, progetti immersivi e performance audiovisive. Il suo lavoro sensibile e polimorfo esplora il dialogo intimo tra musica, suono e immagine, trasformando i paesaggi quotidiani in fenomeni fantastici e viventi. Gli elementi delle sue opere suggestive si muovono in sincronia con le onde sonore, passando fluidamente da solido a liquido, da frammento a inondazione, da plastico a plasmatico. Tastierista diventata artista visiva, lavora sul dialogo in tempo reale tra musica e immagini; inizialmente attratta dal pianoforte classico, jazz e post-rock, ha poi scoperto e approfondito accademicamente l’elettroacustica. La sua ricerca nella composizione di videomusica propone una classificazione delle relazioni tra immagine e suono come base per una futura grammatica del genere. Boucher approccia il video allo stesso modo della composizione musicale, attraverso un'interfaccia visiva che le consente di sviluppare linee temporali digitali.
Il suo elenco di commissioni è vario e prestigioso, includendo l’Orchestre Symphonique de Montréal (OSM), l’Ensemble Contemporain de Montréal (ECM+), Ars Nova, il Nouvel Ensemble Moderne (NEM), Magnitude6, Collectif9 e Architek Percussion. Come VJ, ha collaborato con molti artisti e DJ come Mind Against (IT), Medasin (US), Deadboy (GB), The Zenker Brothers (GE), Nina Las Vegas (AU), Automatisme (CA), Equiknoxx (JM) e DJ Lag (ZA). Il suo lavoro è stato presentato in numerosi eventi internazionali e luoghi, tra cui Mutek (CA, AE, ES, JP), Kontakte (DE), Igloofest (CA), Rendez-vous du cinéma québécois (CA), Musée d’Art Moderne et Contemporain de Strasbourg (FR) e Akousma (CA). I suoi lavori di ricerca sono pubblicati da Routledge (UK).
È docente di composizione e musica digitale alla Faculté de musique dell’Université de Montréal. Le sue attività di ricerca-creazione integrano composizione musicale, improvvisazione, ascolto profondo, ecologia del suono, creazione site-specific, tecnologie immersive e arti interdisciplinari come cinema, arti visive, poesia e danza all’interno di gruppi interdisciplinari. La sua ricerca mira a comprendere e analizzare i meccanismi di percezione e rappresentazione nelle opere audiovisive e nei concerti multidisciplinari che integrano suono, musica, immagine ed esecutori, con la prospettiva che l’arte sia una pratica capace di trasformare la realtà e generare nuove forme di rappresentazioni sensibili.